La pubblicità a seguito del Free Software Summit introdusse la stampa al termine e mise in risalto il fatto che Netscape non era sola nell'adottare il concetto dell'open-source. Avevamo dato un nome ad un fenomeno il cui impatto era già più grande di qualunque altro ottenuto al di fuori della community di Internet. Lontani dall'essere semplici sfidanti (fringe challengers), i programmi open-source erano già dei market leaders nel fornire elementi chiave della infrastruttura di Internet. Apache era il web-server dominante, con più del 50% della quota di mercato (ora cresciuta oltre il 60%), il Perl era il linguaggio di prgrammazione dominante per nuove applicazioni sul web. Sendmail smista più dell'80% dei messaggi di posta elettronica. Ed anche l'ubiquo DNS (domain name system, che ci consente di usare indirizzi come www.yahoo.com piuttosto che gli oscuri indirizzi basati sui numeri IP) dipende quasi interamente su un programma open-source chiamato BIND. Come Tim O'Reilly disse nel corso di una conferenza stampa successiva al summit, in riferimento ai assembled programmers and project leaders: "Queste persone hanno creato prodotti con quote dominanti di mercato usando soltanto la potenza delle loro idee e la community della rete dei loro co-sviluppatori". Che altro sarebbe possibile se anche le grandi compagnie adottassero la metodologia open-source?
Questo è stato il periodo con più preoccupazioni. In superficie tutto sembrava promettere rose; Linux si muoveva tecnicamente di prodezza in prodezza, il più grande fenomeno open-source ci stava regalando una esplosione spettacolare in quanto a copertura della stampa di settore, e cominciavamo anche ad avere copertura positiva nella stampa principale. Ciònonostante ero consapevole che il nostro successo era ancora fragile. Dopo una raffica iniziale di contributors, la partecipazione della community in Mozilla era rallentata dai sui requisiti per il toolkit proprietario Motif. Nessuno dei grandi rivenditori di software indipendenti aveva ancora realizzato Linux ports. Netscape sembrava ancora sola ed il suo browser perdeva quote di mercato rispetto a Internet Explorer. Any serious reverse could lead to a nasty backlash in the press and public opinion.
Il nostro primo serio breakthrough post-Netscape arrivò il 7 maggio, quando la Corel Computer annunciò il suo Linux-based Netwinder network computer. Ma non era abbastanza in se; per sostenere il momentum non avevamo bisogno di adesioni da affamati second-stringers ma leader dell'industria. Così furono gli annunci di metà luglio della Oracle e della Informix che posero fine a questa fase di vulnerabilità.Da metà luglio agli inizi di novembre fu una fase di consolidazione. E' in questo periodo che iniziammo a vedere una copertura piuttosto stabile da parte dei media finanziari che avevo puntato all'origine, risultante da articoli sul The Economist e da una cover story sul Forbes. Vari rivenditori di hardware e software allungarono i loro tentacoli verso la open-source community e iniziarono ad elaborare strategie per trarre vantaggio dal nuovo modello. E internamente, i più grandi rivenditori di software closed-source tra loro iniziarono ad essere seriamente preoccupati.
Quanto preoccupati divenne chiaro quando l'adesso infame Halloween Documents trapelò da Microsoft. Questi documenti di strategia interna avevano riconosciuto la potenza del modello open-source e delineavano le analisi di Microsoft per combatterlo corrompendo i protocolli open dai quali dipende l'open-source e soffocando la scelta dei clienti.
Gli Halloween Documents erano dinamite. Erano una testimonianza della forza dell'avanzamento dell'open-source da parte della compagnia che aveva più da perdere dal successo di Linux. E confermarono alcuni tra i più oscuri sospetti circa le tattiche che Microsoft avrebbe adottato per fermarlo.
Gli Halloween Documents attrassero la stampa in modo massiccio nelle
prime settimane di novembre. Crearono un nuovo impeto di interesse nel
fenomeno open-source, confermando tutte le argomentazioni che portavamo
avanti da mesi. E portarono direttamente ad una richiesta di colloquio
tra me e un gruppo selezionato dei maggiori investitori di Merril Lynch
sullo stato dell'industria del software e le prospettive
dell'open-source. Wall Street alla fine ci venne incontro.
I sei mesi successivi furono uno studio di crescenti contrasti
surreali. Da un lato ricevevo inviti per rilasciare interviste
sull'open-source da parte dei strateghi ed investitori in tecnologie
delle Fortune 100; per la prima volta in vita mia ho dovuto volare in
prima classe e vedere l'interno di una fiammante limousine. Dall'altro
lato facevo guerriglia di strada teatrale con hacker fino al midollo -
come nel riottoso e divertente Windows Refund Day del 15 marzo 1999,
quando un gruppo di utenti Linux della Bay-area marciò negli
uffici Micorosoft alla vista di tutti i media, chiedendo risarcimenti
nei termini della Microsoft End User License (licenza finale di
utilizzo) per il software Windows inutilizzato di cui erano state
riempite le loro macchine.
Sapevo che sarei stato in città per parlare ad una conferenza
ospitata dal Reason Foundation quel fine settimana, così mi
offrii volontario per essere il maestro di cerimonie per l'evento. In
dicembre ero stato rappresentato in una parodia di Guerre Stellari nella striscia Internet "User
Friendly". Così scherzai con gli organizzatori sull'indossare un
costume alla Obi-Wan
Kenobi durante la dimostrazione.
Al mio arrivo, con mia sorpresa notai che gli organizzatori avevano
realizzato un costume Jedi passabile - e questo è come mi sono
ritrovato a guidare una sfilata that featured cheeky placards una
bandiera americana e un pinguino di plastica piuttosto grande al grido
di "Che il sorgente sia con te" (May the Source be with
you!) di fornte a reporter stupefatti. Con ulteriore sorpresa ero stato
indicato per rilasciare dichiarazioni alla stampa.
Suppongo che nessuno di noi sia rimasto stupito quando il video
andò su CNBC. La dimostrazione ebbe un successo tremendo. La
posizione dei PR di Microsoft che cercava ancora di riprendersi dalla
pubblicazione degli Halloween Documents, incassò un altro colpo.
E nel giro di poche settimane i maggiori costruttori di PC e portatili
iniziarono ad annunciare che avrebbero venduto macchine senza Windows
installato e nessuna "Microsoft tax" nel prezzo. La nostra piccola
guerriglia, così sembrò, aveva colpito.