Il rivoluzionario per caso

Pianificare questo tipo di strategia fu relativamente facile. La parte difficile (almeno per me) era accettare quale avrebbe dovuto essere il mio ruolo.

Una cosa che ho compreso sin dall'inizio è che quasi tutta la stampa tira fuori astrazioni. Non scriveranno di idee senza without larger-than-life personalities fronting them. Tutto deve essere storia, dramma, conflitto, sound bites. Altrimenti la maggior parte dei reporter andrebbero semplicemente a dormire - e se non lo facessero loro lo farebbero i loro editori.

Di conseguenza, sapevo che ci sarebbe voluto qualcuno con caratteristiche molto particolari per far fronte alla risposta della community all'opportunità di Netscape. Avevamo bisogno di un istigatore, di uno spin doctor, un propagandista un ambasciatore, un evangelista - qualcuno che avrebbe potuto ballare e cantare, gridare dai tetti delle case e sedurre i giornalisti e huggermug with CEOs e bersagliare la macchina dei media fino a quando i loro ingranaggi contrari non avessero dato il messaggio: la rivoluzione è qui!.

Contrariamente a molti hacker, ho la mistura cerebrale di un estroverso e avevo già accumulato parecchia esperienza nel trattare con la stampa. Guardandomi intorno non potevo scorgere nessuno con qualifiche migliori per giocare all'evangelista. Ma non volevo questo lavoro, perché sapevo che mi sarebbe costato parecchi mesi di vita, forse anni. La mia privacy sarebbe stata distrutta. Avrei finito con l'essere caricaturizzato come un geco dalla stampa e (peggio ancora) disprezzato come un sell-out (venduto???) oppure glory-hog (cacciatore di gloria) da una significante frazione della mia stessa tribù. E peggio ancora di tutte le altre cattive conseguenze messe insieme, non avrei più avuto il tempo di fare hacking.

Ho dovuto chiedermi: sei abbastanza stufo di vedere la tua tribù perdere per poter fare qualsiasi cosa per vincere? Decisi che la risposta era sì - e avendo deciso così, intrapresi quello sporco, ma necessaro, lavoro di diventare una figura pubblica e una personalità mediatica.

Avevo imparato alcuni media chops mentre scrivevo Il nuovo dizionario degli hacker. Stavolta la presi molto seriamente e sviluppai un intera teoria circa la manipolazione dei media, che in seguito applicai. La teoria è incentrata sull'uso di quel che chiamo "dissonanza attrattiva" per creare una curiosità irresistibile intorno all'evangelista, e poi sfruttare questo desiderio per promuovere le idee.

Questo non è il luogo adatto per una esposizione dettagliata della mia teoria. Ma i lettori intelligenti possono probabilmente dedurre gran parte di essa dalla frase "livello ottimale di provocazione" e dal fatto che la mia tecnica di intervista prevede la discussione amichevole dei miei interessi per le pistole, per l'anarchismo e la stregoneria apparendo come un well-groomed, boyishly charming e il più possibile americano salutista qualsiasi che mi era possibile. Il trucco è mostrarsi un provocatore enigmatico ma trasmettere un'aura di onestà e semplicità. (Notare che per far funzionare il trucco, penso che si debba essere genuinamente così; faking either quality has a high risk of exposure and I don't recommend it.)

La combinazione dell'etichetta "open-source" e la deliberata promozione di me stesso come un evangelista ha portato sia le buone che le cattive conseguenze che avevo previsto. I dieci mesi successivi all'annuncio di Netscape furono caratterizzati da un aumento esponenziale della copertura da parte dei media circa Linux ed il mondo dell'open-source in generale. In questo periodo circa un terzo degli articoli mi citava direttamente mentre il resto mi utilizzava come risorsa base. Nello stesso tempo una minoranza di hacker mi dichiarava un egoista cattivo. Mi impegnai a preservare un certo senso dell'umorismo per entrambe le cose (sebbene a volte con molta difficoltà).

Fin dall'inizio il mi piano era, alla fine, di passare il testimone dell'evangelista a qualche successore, un individuo o un'organizzazione. Sarebbe arrivato il momento in cui il carisma sarebbe stato meno efficace rispetto ad un'ampia rispettabilità istituzionale di base (e, dal mio punto di vista, al più presto sarebbe stato meglio!). Sto cercando di trasmettere i miei contatti personali e la mia tanto accuratamente costruita reputazione con la stampa alla Open Source Initiative, una società nonprofit costituita specificamente per gestire il marchio Open Source. Nel momento in cui scrivo sono ancora il presidente di questa organizzazione, ma spero e mi aspetto di rimanerlo all'infinito.