La vera scoperta concettuale, credo, era ammettere a noi stessi che quel che dovevamo mettere in piedi era a tutti gli effetti una campagna pubblicitaria - che avrebbe richiesto tecniche di marketing (spin, image-building, and rebranding) per poter funzionare.
Quindi il termine open source, che i primi partecipanti a quella che sarebbe divenuta più tardi la campagna Open Source (alla fine Open Source Initiative organization) inventarono ad un meeting tenutosi a Mountain View negli uffici del VA Research il 3 febbraio 1998.
Era chiaro per noi, in retrospettiva, che il termine free software aveva danneggiato enormemente il nostro movimento nel corso degli anni. In parte ciò era a causa del fatto che la parola free ha due significati differenti nella lingua inglese, uno che suggerisce prezzo zero e uno relativo all'idea di libertà. Richard Stallman, la cui Free Software Foundation ha a lungo campionato il termine, dice "pensate al libero parlare, non alla birra libera" ma ciònonostante l'ambiguità del termine ha creato seri problemi - specialmente dal momento in cui la maggior parte del software libero è anche distribuito gratuitamente.
La maggior parte del danno, credo, è dovuta
a qualcosa di peggiore - l'associazione sbagliata del termine free
software con l'ostilità ai diritti di proprietà
intellettuale, comunismo ed altre idee tali da renderlo accattivante
per un MIS
manager.
Era ed è tutt'ora fuori questione il fatto
di dimostrare che la Free
Software Foundation non è ostile a tutte le proprietà
intellettuali e che la sua posizione non è esattamente
comunistica. Già sapevamo questo. Ciò che realizzamo,
sotto la pressione del rilascio di Netscape, era che la posizione
attuale della FSF non aveva importanza. Solo il fatto che il suo
evangelismo aveva fallito (associando il termine free software con
questi stereotipi negativi nelle menti della stampa commerciale e del
mondo corporativo) era importante.
Il nostro successo dopo Netscape dipendeva dal rimpiazzo degli stereotipi negativi della FSF con i nostri stereotipi positivi - racconti pragmatici, dolci alle orecchi dei manager e degli investitori, di alta affidabilità e bassi costi e migliori caratteristiche.
Linus Torvalds appoggiò l'idea il giorno successivo al primo incontro. Iniziammo a lavorarci pochi giorni dopo. Bruce Perens registrò il dominio <opensource.org> e la prima versione del Open Source website nel giro di una settimana. Bruce suggerì di utilizzare le Debian Free Software Guidelines come definizione di Open Source (Open Source Definition, ovvero OSD) e iniziò il processo di registrazione del marchio Open Source in modo tale da rendere legalmente possibile il fatto di richiedere l'utilizzo del marchio open Source per prodotti conformi alla OSD.Anche le tattcihe particolari di cui avevamo
bisogno per spingere la strategia mi sembrono piuttosto chiare fin
dall'inizio (furono esplicitamente discusse sin dal primo incontro).
Temi chiave:
Una delle cose che sembrava più chiara di
tutte era che la strategia storica di Unix
dell'evangelismo bottom-up
(basata sul convincimento dei capi da parte
degli ingegneri attraverso argomenti razionali) era stato un
fallimento. Tutto ciò era ingenuo e facilmente contrastabile da
parte di Microsoft.
Inoltre, il breakthrough di Netscape non avvenne in questo modo.
Tutto avvenne perché un decision-maker
ebbe una intuizione e successivamente impose quella visione alle
persone
sottostanti. La conclusione era inevitabile. Invece di lavorare
in bottom-up, avremmo dovuto
evangelizzare il top-down -
sforzandoci di
catturare the
CEO/CTO/CIO types.
La scelta di catturare una Fortune 500 implica che
abbiamo bisogno di catturare il media che modella il clima delle
opinioni tra i decision-maker e tra gli investitori ad alti livelli:
più specificamente, New
York Times, Wall Street Journal, Economist, Forbes
e
Barron's Magazine.
Da questo punto di vista, co-opzionare la stampa tecnica è
necessario ma non sufficente; è importante essenzialmente come
pre-condizione per tempestare Wall Street stessa attraverso i media
principali.
Una delle paure con cui ci siamo scontrati era la possibilità che il termine 'open source' sarebbe stato ``embraced and extended'' da Microsoft o da altri grandi rivenditori, corrompendolo e svuotandolo del nostro messaggio. E' per questa ragione che Bruce Perens ed io decidemmo da subito di registrare il termine come marchio di certificazione, vincolandolo così a alla definizione di Open Source (una copia delle Debian Software Guidelines). Questo ci permise di spaventare potenziali abusatori con il timore dell'azione legale.
Alla fine lo U.S. Patent and
Trademark office (ufficio brevetti??) non registrò il marchio di fabbrica per una frase
così descrittiva. Fortunatamente, dal momento in cui abbiamo
annullato il lavoro a quando, un anno dopo, abbiamo potuto registrare
formalmente il marchio "Open Source", il termine aveva ormai acquisito
un certo "slancio" nella stampa ed altrove. Il genere di abuso che
temevamo non si è materializzato (almeno non fino al novembre
2000).